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INQUINAMENTO AMBIENTALE E CURE TERMALI

 

Numerosi studi hanno documentato la correlazione tra inquinamento ambientale e aumento di frequenza delle malattie a carico dell’apparato respiratorio. D’inverno, così come d’estate, l’aria nelle città è spesso inquinata: gas di scarico delle autovetture, polveri di lattice che derivano dal deterioramento dei pneumatici delle auto, oltre agli inquinanti prodotti dagli insediamenti industriali e, d’inverno, anche l’inquinamento prodotto dai sistemi di riscaldamento. In estate, nonostante l’assenza di inquinamento dovuto al riscaldamento, il calore contribuisce alla formazione dell’ozono, una forma di ossigeno irritante per le vie respiratorie.

La maggior parte delle sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera sono gas o particelle che entrano nell’organismo attraverso i polmoni.

Tra gli INQUINANTI PIÙ DANNOSI PER L’APPARATO RESPIRATORIO figura l’anidride solforosa o biossido di zolfo ( SO2 ): è un gas prodotto dalla combustione di fossili come il carbone e il petrolio grezzo. Le fonti maggiori sono gli impianti di energia elettrica, le raffinerie di petrolio, le industrie della carta, le fonderie ed anche i riscaldamenti domestici. Nell’atmosfera interviene anche in reazioni chimiche con l’acqua, metalli e altre sostanze per formare una grande varietà di particolati sotto forma di aerosol; viene inoltre ossidato in composti acidi potenzialmente dannosi per la salute dell’uomo.

Un’altra importante fonte di inquinamento ambientale è il cosiddetto particolato sospeso  (TSP, Total Suspended Particulate ): rappresenta una complessa miscela di composti organici ed inorganici. E’ costituita da un’ampia varietà di sostanze solide e liquide derivate da fonti naturali o dalle attività umane ( centrali termiche, processi industriali, traffico veicolare, riscaldamento domestico, inceneritori industriali ). Particolarmente dannoso è il particolato di derivazione dai motori diesel. Le particelle, in base al loro diametro, esplicano danni in differenti sedi dell’apparato respiratorio: quelle con diametro inferiore a 5 micron ( 1 micron = 1/1000 di millimetro ) sono in grado di raggiungere addirittura gli alveoli polmonari con possibile compromissione degli scambi respiratori. Il particolato può costituire inoltre il substrato per il trasporto di allergeni liberati nell’atmosfera, ad esempio granuli di polline, aumentandone così il potere allergizzante.

Altri inquinanti ambientali sono gli ossidi di azoto ( NOx ): sono in egual misura prodotti dai veicoli a motore e da fonti fisse di combustione ( centrali termiche, riscaldamento domestico ); essi comprendono il monossido di azoto ( NO ), il biossido di azoto ( NO2 ) e altri gas e vapori.

Inoltre va ricordato l’ozono: si tratta di un inquinante secondario che si forma nell’atmosfera attraverso reazioni chimiche a partire da ossido di azoto, da piccole molecole organiche ( per esempio idrocarburi, composti volatili organici ) e con il contributo della luce del sole. In piccola parte è presente per scambi con l’ozono della stratosfera. E’ di per sé stesso tossico ed è il maggiore ossidante dello smog fotochimico.

Molti altri inquinanti ( per esempio metalli pesanti quali il piombo, composti organici volatili quali il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici ) sono presenti nelle aree urbane e/o in condizioni locali specifiche e possono causare effetti a lungo termine.

Importanti sono pure i cosiddetti fattori indoor di inquinamento: fumo di tabacco, polluzione domestica ( misure di coibentazione degli ambienti domestici che impediscono il ricambio di aria, favorendo il ristagno di inquinanti legati alla cucina a gas ed al fumo ) e allergeni domestici, per la sempre più frequente presenza di animali domestici.

Le possibili CONSEGUENZE A LIVELLO DELL’APPARATO RESPIRATORIO dell’esposizione a tossici ambientali sono irritazione oculare, nasale e delle prime vie aeree, infezioni del tratto respiratorio superiore con riduzione delle normali attività quotidiane ( assenze lavorative e scolastiche ), aumento della sensibilità delle vie aeree che divengono più facilmente soggette ad allergie, in particolare con manifestazioni di tipo asmatico: quindi tosse, catarro e sibili respiratori che richiedono trattamento medico, sintomi associati al declino della funzione polmonare ed alla cronicizzazione dell’infiammazione  (bronchite cronica e broncopneumopatia cronica ostruttiva). Aumenta pure la frequenza di infezioni acute a carico delle vie aeree inferiori ( bronchiti, bronchioliti e broncopolmoniti ) e si incrementa incidenza di fasi di riacutizzazione in pazienti già affetti da malattie respiratorie croniche.

I bambini sono maggiormente vulnerabili a causa dell’immaturità dei meccanismi di difesa delle vie aeree, in particolare dell’apparato muco ciliare ( l’apparato respiratorio è provvisto, dalle cavità nasali sino ai bronchi, di cellule che hanno alla loro superficie le cosiddette ciglia vibratili, le quali,  immerse nel naturale muco, sono in grado di muoversi continuamente con movimenti che favoriscono il trasporto verso l’alto del materiale inquinante penetrato nelle vie aeree, che così può essere espulso con la tosse).  Inoltre i bambini respirano con una frequenza maggiore degli adulti, introducendo una quantità più elevata di aria. Deleterio è a tal proposito in età infantile il fumopassivo, che determina nel bambino un’aumentata frequenza di malattie da infezione delle vie aeree sia superiori che inferiori, di tosse cronica, di crisi asmatiche e di ospedalizzazione. I prodotti generatisi dalla combustione del tabacco persistono negli ambienti domestici per oltre 24 ore , passano facilmente da un ambiente all’altro e ben difficilmente vi sono aree di casa che non siano frequentate dal bambino. E’ stato dimostrato che il fumo passivo nei bambini è un fattore di rischio per lo sviluppo di asma bronchiale allergica.

 

Misure volte alla riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti avranno necessariamente un impatto molto diluito nel tempo, manifestando i loro effetti positivi tra molti anni o forse tra molti decenni. Nel frattempo, purtroppo, le affezioni del tratto respiratorio sono destinate ad aumentare di incidenza in tutto il pianeta.

Alla base dei danni sull’apparato respiratorio vi è spesso un meccanismo di ossidazione a livello delle cellule delle mucose respiratorie, che porta alla formazione dei cosiddetti RADICALI LIBERI, sostanze estremamente dannose per le vie respiratorie stesse, responsabili dell’instaurazione di processi infiammatori.

L’organismo umano può essere considerato come un complesso laboratorio, dove migliaia e migliaia di elementi chimico-fisici continuamente entrano, si formano, interagiscono, si trasformano o vengono eliminati. Tra questi elementi vi sono per l’appunto i cosiddetti radicali liberi dell’ossigeno, detti pure agenti ossidanti: si tratta di atomi di ossigeno o gruppi di atomi contenenti ossigeno capaci di esistere non legati ad altre molecole. Essi costituiscono un fattore estremamente nocivo per alcune strutture cellulari, soprattutto per quelle formate da proteine e lipidi.

L’organismo può venire a contatto con ossidanti prodotti dall’organismo stesso oppure provenienti dall’esterno. In condizioni normali tutte le cellule producono continuamente ossidanti ed in alcune cellule deputate alla difesa da infezioni questi sono addirittura utili per distruggere determinati agenti infettivi. Anche l’esposizione a radiazioni ionizzanti, ultraviolette od elettromagnetiche può generare radicali liberi a livello cellulare. In condizioni di normalità però questi radicali sono tenuti segregati in particolari compartimenti oppure sono inattivati da difese fisiologiche, non risultando così nocivi per l’organismo. Gli ossidanti provenienti dall’esterno sono soprattutto originati dal  fumo di sigaretta e dall’inquinamento atmosferico.

Il polmone, per le sue caratteristiche funzionali, è un organo ad elevato rischio di danno ossidativo, essendo direttamente a contatto con le fonti esterne di ossidanti. Il danno che ne può derivare, ad esempio, contribuisce all’instaurarsi ed all’aggravarsi di quella che è la più frequente malattia respiratoria cronica, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Nella genesi della BPCO contribuiscono da un lato un elevato carico di ossidanti e dall’altro un sistema di difesa solitamente scarsamente efficace o comunque insufficiente di fronte all’elevato carico di ossidanti. Si crea in tal modo una situazione di squilibrio ossidanti-antiossidanti, situazione che prende il nome di stress ossidativo.

LA TERAPIA INALATORIA TERMALE, specie con l’utilizzo di acqua solfurea quale quella di Tabiano, possiede molte caratteristiche, non ultima la naturalità del mezzo, che la pongono fra uno dei provvedimenti fondamentali per la prevenzione e la limitazione dei danni che l’inquinamento è in grado di espletare a livello delle vie respiratorie, provvedimento attuabile a tutte le età della vita. Essa infatti, grazie alle riconosciute proprietà anticatarrali e prosciuganti dalle secrezioni in eccesso, antiossidanti, di rigenerazione sulle mucose respiratorie alterate, di stimolazione delle difese aspecifiche e specifiche locali ( depurazione mucociliare e produzione di anticorpi a livello delle mucose ), è in grado di potenziare i naturali meccanismi di difesa delle vie respiratorie ripristinandone uno stato ottimale. In particolare le proprietà antiossidanti dell’idrogeno solforato, che ricordiamo essere l’elemento terapeutico fondamentale nella terapia inalatoria con acqua solfurea, sono state confermate da numerosi lavori di ricerca elaborati a livello internazionale negli ultimi anni e pubblicati su prestigiose riviste scientifiche, specie dopo la recente scoperta che l’idrogeno solforato è un mediatore gassoso presente naturalmente nell’organismo e dotato di importanti ruoli nel controllo di varie funzioni metaboliche cellulari. Ne consegue che, nella maggioranza dei soggetti che si sottopongono alla terapia inalatoria solfurea, si osserva una riduzione di frequenza e di intensità delle infezioni respiratorie, nonché una limitazione della risposta infiammatoria delle vie aeree agli stimoli ambientali. Quando si siano già purtroppo instaurate malattie respiratorie croniche, quali ad esempio la bronchite cronica o la bronco pneumopatia cronica ostruttiva, la terapia termale con acqua di Tabiano può contribuire al miglioramento dei sintomi, oltre che a ridurre la frequenza e l’intensità delle fasi di riacutizzazione, limitando quindi la progressione del danno, con conseguente miglioramento della qualità di vita. Le Terme di Tabiano possono vantare in questo campo una pluridecennale esperienza che ne ha fatto l’azienda termale leader del termalismo inalatorio italiano ed europeo. Esse sono in grado di garantire quella professionalità sia in campo tecnico che sanitario che sola può permettere di perfezionare ed ottimizzare continuamente i protocolli di cura e di conseguenza ottenere un migliore beneficio sulla salute di quanti ricorrono con fiducia alla cura termale.

 

Scritta il 20/10/2017